Lunedì 9 luglio in Aula Giulio Cesare, la casa di tutti i romani, una delle scene più drammatiche di questi anni. L’esempio tangibile di quanto questa amministrazione sia lontana dalla città reale: ha impedito ai cittadini di entrare in Aula per esprimere democratico dissenso contro la svendita di Acea, le voci urlanti fuori dal portone del Consiglio Comunale che si mischiavano alle nostre mentre tentavamo di bloccare la delibera truffa. Quel portone lunedì era simbolicamente molto più spesso di quei pochi centimetri di legno di cui è fatto. Era profondo quanto l’abisso segnato che esiste tra la città reale, la sua volontà referendaria, la difesa dei beni comuni e una amministrazione tappetino dei poteri forti. Resisti Roma, ti libereremo.
