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27 gennaio 2012 . ore 21:09

MEMORIA PER CONOSCERE. MEMORIA PER CRESCERE

Tante parole e immagini hanno raccontato il dramma di milioni di vite umane sacrificate sull’altare dell’insensato odio nazifascista. Ma ancora oggi è difficile spiegare a se stessi, rintracciare la ragione e il seme di quella follia, tanto assurda da sembrare impossibile. Soffocante è soprattutto quella “banalità del male” che descrive Hannah Arendt: un indicibile crudeltà cresciuta dentro semplici uomini, capaci di cancellare uomini. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: portandone impresso sulla pelle il marchio, Primo Levi aveva realizzato l’irrazionalità di quell’orrore senza per questo arrendersi all’oblio. Il suo pensiero rende appieno il senso della Giornata della Memoria: una riflessione su dolore e su errori mai abbastanza lontani da essere cancellati, fondamentale per ricordare quale direzione abbiamo abbandonato e quale invece abbiamo lottato per percorrere.

In questo senso ha segnato un momento storico per Roma il voto in Aula sul Museo della Shoah di Villa Torlonia. Un progetto atteso che, partito da una intuizione del sindaco Veltroni, si va finalmente concretizzando come luogo centrale della nostra Memoria e monito contro qualsiasi rigurgito nazifascista. Ma se con fatica si fa un passo avanti, purtroppo è sempre troppo facile farne due indietro. E’ forte, infatti, il rammarico per la contrarietà della destra capitolina al voto su una mozione che ho proposto in Aula per stigmatizzare l’ambiguo comportamento dell’attuale console italiano in Giappone Mario Vattani che, da consigliere diplomatico e Capo del Cerimoniale scelto da Alemanno, organizzava e seguiva i viaggi della Memoria insieme ai sopravvissuti di Auschwitz, per poi calpestare la loro dignità e quella delle vittime dei campi cantando i valori del nazifascismo tra le braccia tese dei concerti nazirock di Casapound. Votare questo documento alla vigilia del giorno del ricordo avrebbe rappresentato un atto di rispetto dovuto non solo alla comunità ebraica offesa da quelle esibizioni, ma anche alla Roma democratica che custodisce dentro di sé il valore della dignità umana. Sarebbe stato davvero importante, anche di fronte ai segnali politicamente preoccupanti che registriamo in città, assumere una posizione netta per cancellare ogni velo di ipocrisia. Sulla vicenda erano arrivate condanne dal ministro degli Esteri Terzi e addirittura dal sindaco Alemanno, ma purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti e ciò che è rimasto – seppur non una nuvola – è un’ombra sulla luce di questa giornata.

Di sicuro, però, non sarà questo a offuscare la nostra Memoria: fortunatamente, per i pochi che dalla Storia hanno imparato troppo poco, saranno sempre troppi quelli pronti ad ascoltarla.

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