
Mettere insieme idee, proposte e buone pratiche per realizzarle non è mai semplice. Lo è ancora di meno se ci si prova da soli, perché non si può pensare di rintracciare tutte le soluzioni in una sola testa e le forze in un’unica mano. E quello che abbiamo vissuto sabato mattina al Teatro Vascello dimostra con assoluta convinzione il contrario. Sul palco e ad ascoltare c’erano tantissime di quelle voci ed esperienze coraggiose che rappresentano l’umile impegno di tutti noi per una città migliore. Ognuna delle persone che hanno riempito il teatro ha offerto un prezioso contributo che tutti noi abbiamo raccolto e fatto nostro, pronti a tradurlo in fatti concreti. E personalmente ho anche avuto la conferma – se mai ce ne fosse stato bisogno – che è solo dalla sinergia dei volti, delle idee e delle emozioni che si incontrano quotidianamente in questa città meravigliosa ed esigente che prende forma una comunità più accogliente e giusta.
La concezione più pura di politica è quella che vede nella “polis”, nella città, uno spazio comune da amministrare per il bene di tutti, con la partecipazione di tutti. Proprio questo abbiamo capito sabato: bene comune e partecipazione sono le condizioni necessarie e sufficienti per andare oltre la nebbia, per alzare gli occhi e tornare a guardare avanti.
E’ stato emozionante vedere tutte quelle persone vivere così intensamente un momento di incontro e confronto, segno che la volontà di farne parte è ancora più forte del desiderio stesso di cambiamento. E’ proprio da qui che si deve partire: dobbiamo lasciare alle persone, alle comunità, la libertà di pensare e di impegnarsi per la crescita della nostra città, offrendo loro strumenti chiari e trasparenti, spazi accessibili per favorire il protagonismo di ciascuno. E per fare ciò è necessario rivoltare completamente il punto di vista, pensando a un’amministrazione che si mette al servizio della creatività e dell’iniziativa, delle idee e dell’impegno delle persone, che non crei filiere di interessi nella città, ma sia fucina di interesse per la città. Sono i romani e le romane, che fanno Roma. Una città vive nei luoghi in cui sono le persone, dove svolgono le loro attività e si impegnano al servizio della comunità: in centro come in periferia, nelle scuole, nelle biblioteche, nei teatri, nelle parrocchie, nei giardini, nelle piazze, nelle stazioni. E’ lì che dobbiamo arrivare. E’ li che vive un’altra idea di città.
Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla realizzazione di questa splendida giornata, e anche quanti ne hanno semplicemente sostenuto e condiviso lo spirito. “Si respira aria di bella politica e di ottimismo”, ha detto un ospite dal palco, e non abbiamo alcuna intenzione di smentirlo. Un seme “risorgimentale” è stato piantato, ora sta a tutti noi nutrirlo.














































grazie a te Paolo!!!