Era il 5 settembre del 2010. Proprio un anno fa Angelo Vassallo pagava con la vita il suo impegno per la legalità, la buona politica e per la sua comunità, ponendo il rispetto delle regole e l’onestà a fondamento della sua azione. Non era semplicemente sindaco di Pollica, Angelo era ‘il sindaco pescatore’. Un amministratore, ma prima di tutto un uomo che non si è piegato al malaffare, alla speculazione, alla svendita della città e dei suoi cittadini ai poteri criminali. A un anno da quel delitto, oggi ancora senza responsabili, in un emozionante omaggio organizzato dal Partito Democratico nello splendido porto di Acciaroli, ho avuto l’onore di ricordare Angelo intervenendo insieme ad Andrea Cozzolino, eurodeputato democratico, Claudio Giardullo, segretario generale del Silp-Cgil, e al primo cittadino di Pollica Stefano Pisani.
Parlando da quel palco, in quel porto, ho rivissuto in un attimo tutte le emozioni dei funerali, le immagini della folla commossa e il ricordo di quel viaggio in pullman…
Quel giorno scrissi così:
Eh sì, lì bisogna esserci….Inutile fare chiacchiere e comunicati stampa sulla questione morale, su mafia e politica, sul rapporto perverso con i poteri forti se poi quando succede una cosa così grave te ne rimani in ufficio come nulla fosse, magari per fare qualche altro comunicato utile solo a portare altri squallidi e inutili copioni al teatrino della brutta politica. Decido di annullare gli appuntamenti e di andare. Mario mi aveva svegliato il giorno prima proponendo un pullman da Roma fatto dal Pd. Marco bravo e capace coordinatore di Roma ha accolto e rilanciato, subito senza pensarci un minuto. Luca e Manuela hanno fatto il resto. Stamattina sveglia alle 3. Alle 4,30 il pullman parte da piazza del Verano. Ci ritroviamo lì un po’ assonnati, ma con l’aria di quelli che vogliono esserci e non è certo un alzataccia a impensierire… Iscritti, senatori, consiglieri, simpatizzanti. Di tutte le età.
Sul pullman si sonnecchia un po’. Una breve tappa e colazione. Ancora autostrada e poi curve e saliscendi che ti portano lì in un posto quasi incantato. Alle 10 in punto siamo lì. Porto di Acciaroli. Il mare che sbatte sugli scogli, le strade pulite, i negozi, tutti i negozi chiusi per lutto e tanti, tanti manifesti. Dei partiti, dei commercianti, delle associazioni, dei pescatori, delle scuole, stampati e scritti a penna a volte con grafia incerta, tutti così diversi, tutti così uguali per come sono colmi di sincerità e gratitudine… C’e’ una gran folla, gonfaloni delle istituzioni mischiati a bandiere di associazioni e sindacati, persone tante persone, le più diverse con gli occhi lucidi. Anziani, bambini in braccio alle mamme e quel papà di fronte a noi che abbraccia forte un bambino di 12 anni che non smetterà mai di piangere. Con Luca mettiamo sotto al palco lo striscione ‘Angelo una persona per bene’.
Da lontano partono i primi applausi, dalla chiesetta distante 300 metri sta uscendo il loro sindaco. Due ali di folla l’accompagnano fino al palco.
Mentre comincia la funzione, un po’ sento l’omelia un po’ guardo in faccia le persone. Belle facce, gente vera. Commenti quasi bisbigliati, abbracci commossi, gli occhi che si fanno più lucidi ai ricordi più coinvolgenti.
Non ti ho mai conosciuto, ma dovevi essere proprio un bel tipo, una persona vera. Sul palco insieme alle classiche autorità religiosi e militari, l’inverosimile rappresentante dei pescatori sembra sbucato da un epoca lontana con la sua lunga asta, con la rete, il crocifisso e quella bandiera italiana un po’ sdrucita. E’ davvero un posto un po’ incantato, con i suoi ritmi e la sua naturale simbolicità intrisa di storia. Attraverso le parole del parroco e del giovane vicesindaco si forma il ricordo di una persona sempre disponibile che toglie tempo alla famiglia e a se stesso per donarlo alla propria comunità. Più lontano uno striscione e dietro ancora quella torre antica con su la sua foto con in mano un calice di acqua trasparente del suo mare. ‘Trasparente come lui’. Trasparente come la sua voglia di combattere il malaffare e la speculazione, trasparente come la sua vita. Quella di tutti i giorni. I racconti si rincorrono, come quello della vecchietta che ‘il sindaco’ cercava di convincere a mettere una bella bouganville all’angolo del muro di casa sua. Proprio non gli piaceva quell’angolo, al sindaco. Sì sì quale cosa migliore di una bouganville??
Ripartono ricordi, canti, applausi altri ricordi ancora. Spesso la cerimonia è interrotta dalla pioggia che viene a va. Gli ombrelli colorati si aprono e si richiudono quasi a voler mostrare le stagioni della vita. Di una vita che all’improvviso ti sfugge via, perchè te in ogni azione pensavi e credevi che tutto quel ben di Dio della natura e dell’uomo dovesse rimanere cosa pubblica e così andava gestita. Non certo cosa nostra. Santa Caterina diceva che chi sceglie nella vita la missione di amministrare la cosa pubblica, è come se avesse la propria città data in prestito da chi gli ha dato fiducia. Una città prestata da curare e accudire, un bene prezioso da coccolare per un po’ di anni e poi da riconsegnare al momento giusto, come e meglio di quando gli è stata affidata.
La volevi accudire così tanto che non proprio tutti erano d’accordo. Perchè il posto è bello e per quel qualcuno andava sfruttato fino in fondo. Fino al fondo. La cerimonia finisce, la bara ripassa tra la folla in un applauso che non sembra finire mai. ‘Maestro, non ci dimenticheremo di quello che ci hai insegnato’. La pioggia si interrompe un attimo per poi ripartire forte e incessante. Il figlio di Pio mi manda un messaggio per sapere come sta andando. Quanta gente c’è. Che aria si respira. La grande famiglia dei parenti delle vittime di mafia, camorra e ‘ndrangheta continua a crescere…Torniamo indietro verso la strada che ci aveva portato al porto poco tempo prima. Penso che qui in mezzo ci sia qualcuno legato all’omicidio. Continuano i racconti anche da chi lì va d’estate per villeggiare, con sempre lo stesso orgoglio di averlo avuto come ‘il sindaco’.
Pian piano torniamo ai parcheggi, centinaia di macchine parcheggiate. Oltre quelle, due pullman. Due soli pullman. Non mi chiedo da chi fosse stato organizzato l’altro, salgo sul nostro con l’orgoglio di sapere che il partito della mia città ha pensato di organizzarne uno per essere lì, per metterci la faccia, perchè questa è la questione morale, la questione delle questioni per la politica. Abbiamo, anche se in maniera tragica, respirato un po’ di ossigeno, riconfermato alle nostre teste e ai nostri cuori che la politica può essere anche bella. Ti ricordi di avere una città prestata e capisci ancor di più cosa significhi fare delle scelte sane e quali strade prendere ad ogni bivio, costi quel che costi. Altrimenti ci sono tanti altri mestieri al mondo. E in fondo ai figli puoi anche togliere del tempo, ma sarebbe tutto inutile se poi dovessi smettere di poterli guardare dritti negli occhi. Nel pullman continuo a leggere quel libro sui tanti, troppi servitori dello Stato caduti per non piegarsi… Da oggi ci sarà una pagina nuova da aggiungere ad un libro che comincia ad averne davvero troppe. E’ soprattutto per tutti quei nomi, per le loro storie politiche, sociali ed umane che pensi di non fermarti. Di combattere la mafia in tutte le sue forme, compresa quella che tutti i giorni ti si presenta col vestito buono e sembra innocua, anzi quasi invitante, accompagnata da quel ‘… e che sarà mai, in fondo lo fanno tutti’. Penso a tutti i buoni maestri che ho incontrato finora nella mia vita che mi hanno insegnato quella strada e non altre, ringrazio il cielo per tutti i cattivi maestri che sono riuscito ad evitare in uno strano mestiere che potrebbe essere il più bello del mondo, ma che a volte ti toglie le forze e peggio, molto peggio ancora la passione. Guardo l’ora è da ventiquattrore che sono in piedi. Domani c’e’ da lavorare di nuovo per la città prestata. Spengo la luce. Eh sì, lì oggi bisognava proprio esserci…
































[...] rischiando la vita. Noi veniamo orgogliosamente da altre storie, come quelle di Pio La Torre e del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, che per impegno politico, amministrativo e sociale con certi ambienti non erano collusi, tanto da [...]