Due cose riempiono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me (Kant )

LA BANDA DEL BUCO

Si è svolta una campagna mistificatoria e strumentale sulla gestione del bilancio di Roma tra il 2001 e il 2007. E' quello che emerge dopo le precisazioni in conferenza stampa dell'ex assessore al bilancio del Comune di Roma Marco Causi e di Manin Carrabba, presidente onorario della Corte dei conti: «Il bilancio è corretto», ha detto infatti il magistrato. Il tentativo di screditare il capo dell'opposizione ex Sindaco di Roma Walter Veltroni, è andato dunque a vuoto.  L'analisi del bilancio, al pari di ogni tema di natura tecnica, se non supportata da dati significativi ma costruita solo sullo snocciolamento di cifre inverosimili ed irresposponsabili, finisce di fatto per trasformarsi in un semplice, quanto inutile, polverone mediatico.  

 La prima smentita all'esistenza del favoleggiato “buco” di Alemanno è stata data dalla natura stessa del provvedimento emanato dal Governo e invocato a gran voce per salvare il bilancio del Comune di Roma. I 500 milioni concordati con Tremonti sono infatti anticipazioni, non nuovi finanziamenti.
 Ma andiamo con ordine. Nel 2001, senza gridare allo scandalo ma solo con tanta voglia di lavorare per il bene dei cittadini, la giunta comunale eredita uno stock di debito pubblico accumulato negli anni '80 e'90 pari a 6,021 miliardi.

 Il debito del Comune di Roma, che nell'analisi approssimativa e strumentale ascoltata tra i banchi della maggioranza in Consiglio comunale in questi giorni, viene scambiato per deficit, subisce un aumento negli anni 2001-2007 di 853 milioni, pari a dunque il 14.2%. Aumento, quindi, inferiore a quello del tasso di inflazione. Il debito del Comune di Roma è aumentato meno di quello nazionale, non solo in valore assoluto ma anche in quello percentuale.  Nello stesso periodo il debito nazionale è infatti aumentato da 1.357,3 a 1.596,7 miliardi, ovvero:  più 17%. Rispetto a questo dato, diventa necessario ricordare che negli anni del governo Berlusconi (2001-2006) il debito pubblico è aumentato di 218,3 miliardi e che il Comune di Roma ha contribuito a questo aumento per lo 0,4%, (…), chiediamo dunque all'artefice della campagna pubblicitaria del finto “buco” (di questo si tratta), il Presidente Berlusconi, di spiegarci cosa ha fatto con il restante 99.6%.  Del resto non ci voleva molto a capire da dove provenivano i problemi di liquidità che la giunta Veltroni si è trovata ad affrontare ed a gestire in questi anni. Per individuare una delle cause o uno dei colpevoli basta ricordare il 26 maggio. In un'agenzia di stampa - (Adnkronos) – esce una dichiarazione apparentemente di routine : ''In consiglio comunale il sindaco ha denunciato un grave deficit di bilancio.  

Alemanno farebbe bene a far sapere con immediatezza la verita”. Parole di chi vuole saper, sembrerebbe. Parole, purtroppo, di chi già sa: Francesco Storace. La Regione Lazio, in crisi per i deficit nascosti nella sanità durante la gestione di quello che è il nuovo presidente della commissione speciale Roma Capitale, non versa da due anni i contributi che deve al Comune di Roma e alle aziende del trasporto pubblico, si tratta, come certificato dalla Ragioneria generale dello Stato nella relazione chiesta dal sindaco Alemanno, di 268 milioni di contributi per vari settori (scuola, casa, sociale…) e di 738 milioni di contributi per le aziende del trasporto pubblico locale che, sommati, arrivano ad un totale di 1.006 milioni. Soldi che il Campidoglio ha dovuto anticipare per evitare di paralizzare la città fermando Tram, autobus e metropolitane. Ecco, allora, mettere il responsabile politico dei disastri economici della Regione Lazio, con i pesanti riflessi sul bilancio del Comune come abbiamo analizzato in precedenza, a capo di una Commissione con poteri speciali di controllo sulla spesa, sullo stato dei lavori e sulla gestione dei fondi trasferiti dalla Stato per Roma Capitale. Tolgono l'ICI , le strisce blu , che sono liquidità fondamentali per un comune, per uscirne ci si inventa  la storiella di una allegra amministrazione precedente, mettono il protagonista del buco alla sanità della regione di cui ancora paghiamo le conseguenze a capo di una importante commissione comunale dal punto di vista dei finanziamenti. Altro che Gassman e Capannelle qui c'e' poco da ridere, questa banda del buco farà piangere la nostra città.

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Tratto da: "De la démocratie en Amerique" di Alexis de Tocqueville, 1840.


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